Da dove nasce il metodo Vodder

Il linfodrenaggio manuale è stato messo a punto negli anni Trenta dal danese Emil Vodder e da sua moglie Estrid. Lavorando con persone che avevano spesso il viso gonfio e i linfonodi ingrossati, svilupparono una serie di manovre lente e circolari pensate per accompagnare il movimento naturale della linfa.

Da allora il metodo è stato codificato con sequenze precise, ed è ancora oggi una delle tecniche di linfodrenaggio più conosciute e praticate.

Che cos'è la linfa, in parole semplici

Oltre al sangue, nel nostro corpo scorre un altro liquido: la linfa. Raccoglie i liquidi in eccesso che si trovano tra le cellule e li riporta, attraverso una rete di vasi sottilissimi, verso la circolazione.

A differenza del sangue, la linfa non ha un "motore" come il cuore. Si muove grazie al respiro, ai movimenti dei muscoli e alla contrazione dei vasi linfatici stessi. Quando ci muoviamo poco, stiamo molte ore in piedi o seduti, oppure fa molto caldo, questo flusso può rallentare: è una delle ragioni per cui a fine giornata le gambe possono sembrare pesanti.

Come si svolge una seduta

Il linfodrenaggio Vodder non è un massaggio "classico". Le differenze si notano subito:

  • la pressione è leggerissima: le mani muovono la pelle, non schiacciano il muscolo;
  • il ritmo è lento e regolare, con movimenti circolari e "a pompa" ripetuti più volte nello stesso punto;
  • si lavora a pelle asciutta, senza oli: la mano deve aderire alla pelle per poterla spostare;
  • si parte dalle zone di raccolta, come collo e addome, e solo dopo si lavora sulle gambe, sempre in direzione del flusso della linfa. In gravidanza, con il via libera del medico, la fase sull'addome si salta.

In studio il linfodrenaggio Vodder dura circa 45 minuti. Prima di cominciare parliamo di come stai e di cosa senti, così decido su quali zone concentrarmi.

Cosa si prova durante e dopo

La sensazione più comune è un profondo rilassamento: il ritmo lento e ripetitivo fa spesso venire sonno. Non deve fare male, e se qualcosa ti dà fastidio basta dirlo.

Dopo la seduta molte persone riferiscono di sentire le gambe più leggere e di avere bisogno di andare in bagno più spesso nelle ore successive. È consigliabile bere acqua e, se possibile, fare una breve camminata.

Perché la pressione è così leggera

Può sembrare strano che un tocco così delicato sia utile. Il motivo è che i vasi linfatici superficiali si trovano subito sotto la pelle e sono molto sottili: una pressione forte li comprimerebbe invece di favorire il passaggio dei liquidi. Per questo nel metodo Vodder conta più la precisione del movimento che la forza.

Per chi è pensato

In studio il linfodrenaggio è richiesto soprattutto da chi soffre di gambe pesanti, gonfiore a fine giornata e ritenzione di liquidi, spesso insieme al massaggio anticellulite. Ne parlo più nel dettaglio in Gambe gonfie e pesanti: quando il linfodrenaggio può aiutarti.

Ci sono però situazioni in cui va evitato o richiede prima il parere del medico: le trovi in Linfodrenaggio manuale: per chi è indicato e quando non farlo.

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«Ho trovato professionalità, ma anche cordialità ed empatia.»

Raffaella P. · recensione su Fresha · Massaggio linfodrenante Vodder

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In studio a Palermo, via Don Orione 35, zona Fiera del Mediterraneo

Domande frequenti

Il linfodrenaggio Vodder fa male?

No. La pressione è leggerissima e il ritmo lento: la maggior parte delle persone lo trova molto rilassante. Se senti fastidio in qualche punto dimmelo e adatto subito la manovra.

Si usa olio durante il linfodrenaggio?

No, si lavora a pelle asciutta. La mano deve aderire alla pelle per poterla spostare con delicatezza: l'olio la farebbe scivolare.

Quanto dura una seduta?

Circa 45 minuti. Il tempo comprende una breve chiacchierata iniziale per capire dove concentrarsi.

Le informazioni di questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico. I massaggi dello Studio Masaracchio hanno finalità di benessere (attività svolta ai sensi della legge n. 4/2013): in presenza di patologie, in gravidanza o in caso di dubbi chiedi prima al tuo medico.